Tempi di ricarica: quanto ci vuole per caricare un’auto elettrica?

Particolare auto ricarica

Panoramica


Le notizie oramai quotidiane sul proliferare di colonnine di ricarica elettrica pubbliche portano a pensare che i veicoli, puri elettrici o ibridi plug-in, si ricaricano principalmente in punti di ricarica pubblici. La realtà, invece, non potrebbe essere più diversa, infatti la maggioranza dei veicoli elettrici sono ricaricati in prossimità delle mura domestiche.

La maggior parte di auto elettriche vengono ricaricate durante la notte, da cui il grosso interesse di tutte le società distributrici di energia elettrica per lo sviluppo di questo mercato. Infatti il grosso dei consumi notturni domestici ad oggi è legato a utenze minori, come la TV, il frigorifero o la lavastoviglie, mentre a breve anche i veicoli elettrici inizieranno ad entrare in gioco e, alla lunga, a farla da padroni.


Ricaricare un veicolo elettrico: le basi


Per saperne di più sulla ricarica di veicoli elettrici a zero emissioni, vi consigliamo di leggere i seguenti articoli:


Colonnine di ricarica EVBox
Colonnine di ricarica EVBox

Nonostante la crescita continua di punti di ricarica pubblici, la ricarica domestica sarà sempre più predominante. È una ricarica pratica: lo si fa già oggi con il cellulare o qualunque altro dispositivo ricaricandolo durante la notte. Cosa c’è di più facile se non mettere in ricarica la tua auto e andare a dormire? Nessun automobilista rimpiangerà di doversi fermare ad un punto di ricarica lungo il viaggio, a meno che la distanza percorsa non lo richieda.

La ricarica domestica è decisamente più conveniente che non quella effettuata nelle colonnine lungo il viaggio. Considerando anche la convenienza delle tariffe elettriche nelle ore notturne, si può considerare un costo medio per la ricarica a casa pari a 0,20 € per kWh, mentre per le ricariche pubbliche si va da 0,35 a 0,50 € per kWh in base all’operatore. Non proprio economiche.

Il tempo necessario per ricaricare un veicolo elettrico è condizionano da fattori come la dimensione della batteria, la potenza del punto di ricarica e il modello di auto elettrica.


Ricarica domestica


Colonnina domestica EVBox
Wallbox di ricarica per auto elettriche [Fonte: EVBox]

Nella maggior parte dei casi, per ricaricare un veicolo elettrico presso la tua abitazione conviene installare un punto di ricarica da 7,4 kW. Colonnine più potenti (11 o 22 kW o superiori) esistono ma richiedono contatori trifase e sono più costosi, per cui poco convenienti per le esigenze quotidiane

Una colonnina da 7,4 kW di potenza riesce a fornire un’autonomia di circa 50 km per ogni ora di ricarica. Con punti di ricarica da 11 o 22 kW si ottiene un’autonomia maggiore ma trattandosi di una ricarica domestica non merita, a meno che non si abbia la necessità di ricaricare l’auto in poco tempo. Inoltre, sia i veicoli puramente elettrici che gli ibridi plug-in hanno una velocità massima di ricarica della batteria. Per cui se, ad esempio, la potenza massima prevista è di 7 kW, anche con una colonnina da 22 kW i tempi di ricarica non migliorerebbero.

Un veicolo elettrico con una batteria da 60 kWh impiegherà circa 8 ore per ricaricarsi da zero, con una colonnina da 7,4 kW. Difficilmente si arriva a casa con la batteria dell’auto completamente scarica, per cui il tempo reale di ricarica sarà ancora inferiore.

Il costo della wallbox dipende anche dalla sua potenza. I costi sono comunque abbordabili, considerando il risparmio che si ha rispetto al pieno di benzina o diesel, con colonnine che vanno dai 1.000 € ai 2.000 € in base ai modelli e le funzioni disponibili.

In teoria si potrebbero utilizzare anche le prese domestiche, per la ricarica, ma sia per ragioni di sicurezza (le colonnine hanno a bordo sistemi di protezione come previsto dalle normative vigenti) sia per i tempi di ricarica (vicini alle 20 / 22 ore per una ricarica completa) questa soluzione è sconsigliata.


Ricarica pubblica


Colonnine di ricarica Tesla
Colonnine di ricarica Tesla [Fonte: Tesla]

Anche nel caso di colonnine di ricarica pubbliche i tempi di ricarica non sono fissi. Le colonnine a ricarica rapida (fast-charge) sono le più veloci e possono arrivare a ricaricare la tua batteria per un’autonomia dai 100 ai 300 km in poco più di mezz’ora. Abbastanza per godersi una pausa caffè o per fare la spesa.

Dai dati raccolti da Motus-E (associazione per la mobilità elettrica), ad aprile 2021 sono presenti in Italia 20.757 punti di ricarica in un totale di 10.531 infrastrutture. A farla da padrone in termini numerici sono Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Toscana. È evidente che questo è solo l’inizio, visto che ogni giorno si hanno notizie di Comuni che installano nuovi punti presso cui è possibile effettuare la ricarica del tuo veicolo elettrico.

Non sono poi da trascurare le colonnine private, ma messe a disposizione dei clienti, di alberghi, supermercati, centri commerciali, strutture fieristiche, e punti di ricarica installati presso i luoghi di lavoro per garantire la possibilità di ricaricare il veicolo durante il giorno ai propri dipendenti.


Alcuni suggerimenti per una corretta ricarica


Per essere sicuri di non rimanere con la batteria dell’auto elettrica scarica, baste seguire alcuni semplici accorgimenti:

  • Non aspettare che la batteria sia completamente scarica per ricaricarla. Come per il tuo cellulare, un approccio prudente è consigliato. E se in zona hai una colonnina di ricarica disponibile, usala
  • Ricarica la batteria regolarmente durante la notte
  • In caso di viaggi lunghi, pianifica le tue soste. Ci sono numerose app e siti web con la mappa completa delle colonnine di ricarica, per cui identifica prima quelle sul tuo tragitto per evitare lunghe deviazioni
  • Quando devi ricaricare in una colonnina pubblica, approfitta del tempo della sosta per una pausa caffè, un pranzo o una telefonata. In questo modo anche la ricarica non sarà un peso ma una piacevole abitudine, associata ad un notevole risparmio rispetto al vecchio pieno di carburante!

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Autore

Ashvin Suri

Ashvin ha lavorato in ambito energie rinnovabili, efficienza energetica e nel settore delle infrastrutture dal 2006. Si è appassionato per tutto quello che riguarda la transizione ad un’economia basata su basse emissioni di CO2 e mobilità elettrica. Ashvin ha iniziato la sua carriera lavorativa nel 1994 lavorando a New York in banche d’investimenti. Dopo il master presso la London Business School (1996-1998) ha continuato a lavorare nello stesso settore a Londra presso Flemings e, a seguire, JPMorgan. I suoi ruoli hanno sempre avuto parte nella consulenza finanziaria, fusioni e acquisizioni e raccolta di capitali per investimento. Ha lavorato in diversi mercati, tra cui ingegneria, aerospaziale, petrolifero, aereoportuale e automotive sia in Asia che in Europa. Nel 2010 è stato co-fondatore di una piattaforma per lo sviluppo di grossi impianti solari per investimento, sia a terra che a tetto, in UK, Italia, Germania e Francia. Ha fatto anche da consulente in diversi progetti nel campo delle energie rinnovabili (eolici e solari) per investitori istituzionali e produttori di energia indipendenti. È stato anche consulente in mercati internazionali, come l’India, compreso il TVS Group, gruppo Indiano leader nel mercato automotive. Ashvin è stato anche consulente per il gruppo Indian Energy facente parte del fondo Guggenheim (capitale da 165 miliardi di US$). È stato anche consulente per il gruppo AMIH (capitale 2 miliardi di US$, con sede a Singapore). Ashvin ha anche lavorato nel mercato immobiliare e in quello delle infrastrutture, compreso il Matrix Group (capitale 4 miliardi di US$) che ha lanciato il primo fondo istituzionale Indiano nel settore immobiliare, per il quale ha contribuito con un forte supporto istituzionale dai mercati UK e Europeo. È stato anche consulente nel settore delle infrastrutture per l’acqua potabile, incluso un Gruppo Svedese leader nel settore. Fa anche parte del comitato consultivo del Forbury Investment Network e nella startup di diverse società di capitale

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