Tempi di ricarica: quanto ci vuole per caricare un’auto elettrica?

Particolare auto ricarica

Dove si ricarica un’auto elettrica?



Le notizie oramai quotidiane sul proliferare di colonnine di ricarica elettrica pubbliche portano a pensare che i veicoli, puri elettrici o ibridi plug-in, si ricaricano principalmente in punti di ricarica pubblici. La realtà, invece, non potrebbe essere più diversa, infatti la maggioranza dei veicoli elettrici sono ricaricati in prossimità delle mura domestiche.

La maggior parte di auto elettriche vengono ricaricate durante la notte, da cui il grosso interesse di tutte le società distributrici di energia elettrica per lo sviluppo di questo mercato. Infatti il grosso dei consumi notturni domestici ad oggi è legato a utenze minori, come la TV, il frigorifero o la lavastoviglie, mentre a breve anche i veicoli elettrici inizieranno ad entrare in gioco e, alla lunga, a farla da padroni.

Nonostante la crescita continua di punti di ricarica pubblici (oramai presenti in molti paesi e in un gran numero di quartieri cittadini) la ricarica domestica sarà sempre più predominante. È abbastanza ovvio come mai, ma proviamo a entrare un pò più nel dettaglio.

Comodità

Cosa c’è di più facile se non mettere in ricarica la tua auto e andare a dormire? È esattamente quello che si fa già oggi con il cellulare o qualunque altro dispositivo. E nessun automobilista rimpiangerà di doversi fermare ad un distributore, o ad un punto di ricarica lungo il viaggio, a meno che la distanza percorsa non lo richieda comunque.

Costi

La ricarica domestica è decisamente più conveniente che non quella effettuata nelle colonnine lungo il viaggio. Considerando anche la convenienza delle tariffe elettriche nelle ore notturne, si può considerare un costo medio per la ricarica a casa pari a 0,20 € per kWh, mentre per le ricariche pubbliche si va da 0,35 a 0,50 € per kWh in base all’operatore. Non proprio economiche.

L’importanza della ricarica domestica è evidente anche a livello governativo. Non per niente già nel ’94 una direttiva europea ha previsto l’obbligo di installazione di colonnine elettriche in tutti i nuovi edifici. La stessa norma è stata poi ripresa dal Testo Unico dell’edilizia, che dal 2018 ha incluso l’obbligo per i nuovi edifici, siano essi residenziali e non, sopra i 500 metri quadri, di predisporre l’allaccio di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. In caso contrario non può essere rilasciato il titolo abilitativo.


Ma quanto ci vuole per ricaricare un veicolo elettrico?


Dipende. Ci sono almeno 3 elementi chiave che condizionano il tempo di ricarica:

  • La dimensione della batteria
  • La potenza del punto di ricarica
  • Il modello di auto elettrica

Ricarica domestica


Colonnina domestica EVBox
Colonnina di ricarica (Fonte: EVBox)

  • Nella maggior parte dei casi, per ricaricare un veicolo elettrico presso la tua abitazione conviene installare un punto di ricarica da 3,7 kW (anche se piano piano stanno scomparendo) o da 7,4 kW. Colonnine più potenti (11 o 22 kW o superiori) esistono ma richiedono contatori trifase e sono più costosi, per cui poco convenienti per le esigenze quotidiane
  • Considerate che una colonnina da 3,7 kW di potenza riesce a fornire un’autonomia di circa 25 km per ogni ora di ricarica. Con 7,4 kW si arriva a circa 50 km. Con 11 o 22 kW…  ovviamente molto di più, ma a meno che non si abbia la necessità di ricaricare l’auto in poco tempo, ovviamente non merita.
  • Un veicolo elettrico con una batteria da 60 kWh impiegherà circa 8 ore per ricaricarsi da zero, con una colonnina da 7,4 kW. Nella realtà difficilmente si arriva a casa con la batteria dell’auto completamente scarica, per cui il tempo reale di ricarica sarà ancora inferiore.
  • Nel caso si utilizzi una colonnina da 3,7 kW, il tempo ovviamente raddoppia, per cui tenendo valide le considerazioni di prima si possono ipotizzare 13 o 14 ore per una ricarica completa
  • Ovviamente all’aumentare della potenza della colonnina anche il costo aumenta. Tenete però conto che queste installazioni beneficiano della detrazione fiscale al 50%, e che sempre di più le Regioni proporranno bandi per incentivarne l’installazione.
  • I costi sono comunque abbordabili, considerando il risparmio che si ha rispetto al pieno di benzina o diesel, con colonnine che vanno dai 1.000 € ai 2.000 € in base ai modelli e le funzioni disponibili.
  • Da parte mia suggerirei l’installazione di una colonnina da 7,4 kW, probabilmente ad oggi la soluzione con il miglior rapporto prestazione / prezzo.
  • In teoria si potrebbero utilizzare anche le prese domestiche, per la ricarica, ma sia per ragioni di sicurezza (le colonnine hanno a bordo sistemi di protezione come previsto dalle normative vigenti) sia per i tempi di ricarica (vicini alle 20 / 22 ore per una ricarica completa) questa soluzione è sconsigliata.
  • Alcune case automobilistiche offrono poi soluzioni integrate in fase di acquisto dell’auto elettrica. Nissan, ad esempio, include l’opzione per una colonnina versione wallbox all’atto dell’acquisto di una Nissan Leaf
  • Un’ultima considerazione riguarda il modello di auto: sia i veicoli puramente elettrici che gli ibridi plug-in hanno una velocità massima di ricarica della batteria. Per cui se, ad esempio, la potenza massima prevista è di 7 kW, anche con una colonnina da 22 kW i tempi di ricarica non migliorerebbero.

Ricarica pubblica


Ricarica pubblica
Colonnina di ricarica pubblica

Anche in questo caso, dipende. Le colonnine a ricarica rapida (fast-charge) sono le più veloci e possono arrivare a ricaricare la tua batteria per un’autonomia dai 100 ai 300 km in poco più di mezz’ora. Abbastanza per godersi una pausa caffè o per fare la spesa.

Ma quante sono le colonnine disponibili oggi sul territorio Italiano? Secondo il dossier realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica), nel 2018 sono presenti nei 104 capoluoghi italiani 2.368 punti di ricarica con più di 11 kW di potenza e 1885 con meno di 11 kW. A farla da padrone in termini numerici sono Toscana, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Trentino-Alto Adige. È evidente che questo è solo l’inizio, visto che ogni giorno si hanno notizie di Comuni che installano nuovi punti presso cui è possibile effettuare la ricarica del tuo veicolo elettrico.

Non sono poi da trascurare le colonnine private, ma messe a disposizione dei clienti, di alberghi, supermercati, centri commerciali, strutture fieristiche, e punti di ricarica installati presso i luoghi di lavoro per garantire la possibilità di ricaricare il veicolo durante il giorno ai propri dipendenti.


Alcuni suggerimenti per una corretta ricarica


Ma come faccio ad essere sicuro di non rimanere ‘a terra’ con la mia auto elettrica? Ecco alcuni semplici accorgimenti:

  • Non aspettare che la batteria sia completamente scarica per ricaricarla. Come per il tuo cellulare, un approccio prudente è consigliato. E se in zona hai una colonnina di ricarica disponibile, usala
  • Ricarica la batteria regolarmente durante la notte
  • In caso di viaggi lunghi, pianifica le tue soste. Ci sono numerose app e siti web con la mappa completa delle colonnine di ricarica, per cui identifica prima quelle sul tuo tragitto per evitare lunghe deviazioni
  • Quando devi ricaricare in una colonnina pubblica, approfitta del tempo della sosta per una pausa caffè, un pranzo o una telefonata. In questo modo anche la ricarica non sarà un peso ma una piacevole abitudine, associata ad un notevole risparmio rispetto al vecchio pieno di carburante!

Per avere più informazioni leggi l’articolo dedicato “Come ricaricare un’auto elettrica”.


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Autore

Roberto Canu

Laureato in Ingegneria Elettronica, Roberto è il co-fondatore di GBSOLS S.r.l. (Green Building Solutions), società dedicata allo sviluppo del mercato dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. In precedenza è stato co-fondatore di Myenergy S.r.l., che dal 2006 è cresciuta nel mercato del fotovoltaico in Italia, e ancora prima ha rivestito diversi ruoli manageriali in Hewlett Packard come responsabile di team internazionali e di progetti multi-organizzazione. E' parte dello staff manageriale di e-zoomed sin dall'inizio del progetto, con il ruolo di responsabile dello sviluppo in Italia e CTO del gruppo.

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