Qualità dell’aria e inquinamento


Cosa intendiamo esattamente quando parliamo di “Qualità dell’aria”?


Con questa espressione descriviamo o misuriamo il livello di qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente, indipendentemente da dove ci troviamo, all’interno di un ambiente o all’esterno.

L’aria intorno a noi contiene per sua natura un certo numero di elementi inquinanti, che possono provenire da varie fonti. Il loro aumentare in termini percentuali ed assoluti porta ad una minore qualità dell’aria che respiriamo, con impatti sulla nostra salute che si possono manifestare in maniera lieve (irritazioni agli occhi o alle vie respiratorie), media (asma) o grave (tumori). Un report di Greenpeace stima in 4,5 milioni il numero di morti dovuti ad inquinamento nel mondo e 56.000 solo in Italia.

Una migliore qualità dell’aria è quindi una garanzia di migliori condizioni per la società e, più in generale, per il nostro pianeta.


Quali sono gli elementi inquinanti?


Nell’aria si trovano numerosi elementi inquinanti, vediamo quelli più dannosi:

  • Particolato atmosferico (PM10 o PM2.5)
  • Anidride carbonica (CO2)
  • Ammoniaca (NH3)
  • Ossidi di azoto (NOx),
  • Anidride solforosa (SO2)
  • Composti Organici Volatili Non Metanici (NMVOCs)

A questi si affiancano altri numerosi elementi inquinanti, sia gassosi sia solidi, tra cui la plastica è sicuramente uno dei più dannosi in assoluto per l’ambiente. Basta leggere gli ultimi report del WWF sull’argomento per capirne l’impatto, specie sui nostri mari.



inquinamento plastica mare

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Ma quali sono le cause principali dell’inquinamento?


L’aria è inquinata da un numero elevato di elementi, provenienti da diverse fonti, di cui il trasporto su ruota è decisamente uno dei principali.

Tra gli altri abbiamo:

  • il riscaldamento degli edifici
  • i processi industriali
  • l’agricoltura e l’allevamento
  • le centrali di generazione di energia
  • altri mezzi di trasporto (aerei, navi, treni, etc.)

Perché ognuno di noi deve preoccuparsene?


Una peggiore qualità dell’aria ha un impatto diretto su ognuno di noi, in particolare i bambini e gli anziani.

L’aumento dei livelli di inquinamento provoca l’aumento di malattie ad esso direttamente collegate, dal cancro all’asma, passando per i problemi cardiaci.

Importante notare il fenomeno di riduzione dell’inquinamento atmosferico durante il periodo di lockdown per il coronavirus, come evidenziato da diversi studi e riportato in vari articoli, che conferma quanto i nostri comportamenti quotidiani abbiano un impatto diretto sulla qualità dell’aria che respiriamo.


Cosa posso fare per ridurre l’inquinamento?


Ognuno di noi può contribuire alla riduzione dell’inquinamento e delle emissioni nocive nell’aria.

In questo senso l’approccio è sempre duplice:

  1. Evitare tutto ciò che provoca l’inquinamento
  2. Se non si può evitare, minimizzarne l’impatto

Nel primo caso rientrano l’evitare l’uso della plastica (es. usare borracce o acqua del rubinetto invece dell’acqua in bottiglia) così come andare in bici, camminare o utilizzare mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani.

Quando non se ne può fare a meno, invece, è importante comportarsi in maniera consapevole della gestione conseguente: riciclare correttamente i rifiuti, utilizzare i sistemi di riscaldamento e raffrescamento con temperature appropriate (massimo 21° d’inverno e 25° d’estate), usare energia verde, adottare pratiche di efficientamento energetico, installare impianti per la generazione di energia rinnovabile (come fotovoltaico o solare termico), usare mezzi di trasporto in modalità condivisa (sharing) o elettrica.


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In e-zoomed ci siamo specializzati su quest’ultimo aspetto, la mobilità elettrica, essendo convinti che il passaggio dalle auto a combustione alla mobilità sostenibile sia un aspetto fondamentale per il nostro futuro.

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Autore

Ashvin Suri

Ashvin ha lavorato in ambito energie rinnovabili, efficienza energetica e nel settore delle infrastrutture dal 2006. Si è appassionato per tutto quello che riguarda la transizione ad un’economia basata su basse emissioni di CO2 e mobilità elettrica. Ashvin ha iniziato la sua carriera lavorativa nel 1994 lavorando a New York in banche d’investimenti. Dopo il master presso la London Business School (1996-1998) ha continuato a lavorare nello stesso settore a Londra presso Flemings e, a seguire, JPMorgan. I suoi ruoli hanno sempre avuto parte nella consulenza finanziaria, fusioni e acquisizioni e raccolta di capitali per investimento. Ha lavorato in diversi mercati, tra cui ingegneria, aerospaziale, petrolifero, aereoportuale e automotive sia in Asia che in Europa. Nel 2010 è stato co-fondatore di una piattaforma per lo sviluppo di grossi impianti solari per investimento, sia a terra che a tetto, in UK, Italia, Germania e Francia. Ha fatto anche da consulente in diversi progetti nel campo delle energie rinnovabili (eolici e solari) per investitori istituzionali e produttori di energia indipendenti. È stato anche consulente in mercati internazionali, come l’India, compreso il TVS Group, gruppo Indiano leader nel mercato automotive. Ashvin è stato anche consulente per il gruppo Indian Energy facente parte del fondo Guggenheim (capitale da 165 miliardi di US$). È stato anche consulente per il gruppo AMIH (capitale 2 miliardi di US$, con sede a Singapore). Ashvin ha anche lavorato nel mercato immobiliare e in quello delle infrastrutture, compreso il Matrix Group (capitale 4 miliardi di US$) che ha lanciato il primo fondo istituzionale Indiano nel settore immobiliare, per il quale ha contribuito con un forte supporto istituzionale dai mercati UK e Europeo. È stato anche consulente nel settore delle infrastrutture per l’acqua potabile, incluso un Gruppo Svedese leader nel settore. Fa anche parte del comitato consultivo del Forbury Investment Network e nella startup di diverse società di capitale

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